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La traduzione 2.0: glossari e memorie di traduzione

Se nell’immaginario comune il traduttore è visto come una sorta di creatura mitologica rinchiusa in una biblioteca e circondata da dizionari, la realtà offre invece una situazione ben diversa.

 

La traduzione oggi è un mondo che si avvale sempre più di strumenti informatizzati che semplificano il lavoro e che aiutano a mantenere un livello qualitativo elevato. Nel mondo degli strumenti per la traduzione assistita (Computer Assisted Translation, spesso abbreviata in CAT), il traduttore può contare su due risorse fondamentali: la memoria di traduzione e il database terminologico. Vediamoli insieme più nel dettaglio.

 

La memoria di traduzione (in inglese Translation Memory, TM) va immaginata come un grande contenitore in cui confluiscono tutte le traduzioni che vengono svolte con l’aiuto di uno strumento per la traduzione assistita (per esempio SDL Trados). Nello specifico la TM è costituita da unità di traduzione, ovvero coppie formate da un segmento nella lingua di partenza e dalla sua traduzione nella lingua di arrivo.

 

La memoria di traduzione viene alimentata in continuazione: basterà includerla nel proprio progetto di traduzione e acquisirà anche il nuovo testo con la sua versione tradotta. L’enorme vantaggio di questo strumento consiste nel poter incrementare la velocità di traduzione perché a mano a mano che traduciamo ci vengono proposte le soluzioni che abbiamo nella TM, con diverse percentuali di corrispondenza a seconda della somiglianza tra la frase che stiamo traducendo e quelle già presenti in memoria.

 

In questo modo possiamo garantire traduzioni sempre coerenti e velocizzare di molto l’intero processo traduttivo. Si tratta di una soluzione che risulta particolarmente indicata per la traduzione di testi tecnici e specialistici, quali manuali, ma anche testi di marketing, per esempio le descrizioni prodotto. Queste tipologie testuali, piuttosto ripetitive, sfruttano appieno l’utilizzo della memoria di traduzione, a beneficio anche del traduttore stesso.
Nel nostro caso abbiamo formulato una memoria di traduzione specifica per ogni cliente e per ogni coppia linguistica richiesta, che viene sempre inserita in ogni nuovo progetto. In questo modo i nostri traduttori possono lavorare in modo più agevole e, in caso di dubbio su qualche termine o espressione, possono effettuare ricerche nella memoria e vedere per quale traduzione si è optato in precedenza.

 

La memoria di traduzione lavora a braccetto con un altro strumento, ovvero il database terminologico o, molto più semplicemente, il glossario (in inglese Termbase, TB). Si tratta di un elenco che contiene termini in una determinata lingua con la rispettiva traduzione. A questi termini è possibile aggiungere anche note esplicative oppure indicare eventuali preferenze per l’uso di una traduzione o di un’altra. Nel progetto possono essere inclusi più glossari, magari a seconda della tipologia di testo o di cliente.

 

Analogamente a quanto descritto per le memorie di traduzione, anche in questo caso ci occupiamo di redigere glossari specifici per il cliente. Dapprima, grazie alla collaborazione dei nostri traduttori, formuliamo il glossario, lo sottoponiamo all’esame del cliente e, una volta approvato, lo creiamo con il nostro programma di traduzione assistita e lo inseriamo in ogni progetto. Anche il glossario rappresenta senza dubbio un valido alleato per il traduttore, che potrà controllare la terminologia in modo da produrre traduzioni uniformi, omogenee e coerenti.

 

Insomma, il traduttore del ventunesimo secolo non lavora più con carta e penna, ma ha la fortuna di poter contare su strumenti all’avanguardia che ne semplificano e migliorano il processo e il risultato finale.